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1390–1449

CLXXX

Giusto de' Conti

Sento mia vita ad poco venir meno, Et pascermi di spem, lacrime et duolo, Né mi rincresce in miseria esser solo, Che di tai malcontenti il mondo è pieno.

Duolmi che Amor di suo dolce veneno Lassa ir netta costei che adoro et colo; Ché titol di beltà nel nostro polo Altier porta il suo chiar viso sereno.

Ahi vile Arciero, effeminato et pigro, Vincesti Atlanta, et la gelata Iuno, Et temi or questa che sprezza tua etade? Prendi il tuo stral dorato, et lassa il bruno,

Et pungendo il suo core, anzi di un tigro, Se non mia, falla amica di pietade.

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