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1390–1449

CLXXVI

Giusto de' Conti

Quella donna crudel che tanto amavi, Per cui soffristi già sì acerbi affanni, Partita s'è, né ti ristora i danni Dov'è il piacer, dove il ben ch'aspettavi,

E il guiderdon dov'è or di tant'anni Che l'hai servita, et chi fia che ti sganni Delle promesse sue false et soavi? Sai che dei fare omai, poiché ti vede

Del suo bel volto et di speranza privo? Non poner mai più in donna amor né fede; Et al superbo faretrato Divo, Che di tua morte gloriar si crede,

Mostrati sciolto da' suoi lacci vivo.

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