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1390–1449

CLXVIII

Giusto de' Conti

Finestre mie, quand'io ve veggio aperte, Et posar sopra voi quel gentil viso, Parmi vedere aperto il paradiso, Et voi di rose et viole coperte.

Et le bellezze a me dal cielo offerte, E i leggiadri occhi, et quel soave riso, Io mi fermo a mirarli intento et fiso, Per far mie voglie del suo ben più certe.

Et veggio Amor con refrigerio starsi, Trastullando con lei, nel suo bel seno, Et accennarmi di su' aurato dardo. E il mio cor di disio dolce ripieno,

Et più d'invidia, cerca di accostarsi, Per più dolcezza trar del suo bel guardo.

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