Come tu fosti, benedetto insogno,
Il primo a farla del mio amore accorta
Con quel stretto abbracciar che mi conforta,
Dolceza tal che vegghiando io m'assogno;
Et come spesso non pur quand'io sogno,
Ma in vera vision senz'altra scorta,
Con soavi parole mi conforta,
Onde allegrezza et disio rompe il sogno;
Così ti prego che torni sovente
A farla pia con quell'accesa face,
Bench'esser soglia gentil cor clemente,
La vita mia, che consumando sface,
Talora muove da sì amare stente,
Che sol di lei pensando ho tregua e pace.