Skip to content
1390–1449

CLXIX

Giusto de' Conti

Non dolse più alla sventurata Dido Quando sentì partir l'ingrato amante, Né più alla dolente Ero, che già tante Volte il suo vide tornare in Abido;

Né più ad Arianna, che nel lido Lassata fu da quel che poco innante Scampato avea da morte, et trionfante Seco sen gì lassando il proprio nido;

Che a me la tua sì subita partenza, Donna mia cara: onde il mio afflitto core, Seguendo te, di sé m'ha fatto senza; Perché onestà non consente ad amore,

Che come il cor, così la mia presenza Fosse con te per trarmi di dolore.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
CLXIX · Giusto de' Conti · Poetry Cove