Non dolse più alla sventurata Dido
Quando sentì partir l'ingrato amante,
Né più alla dolente Ero, che già tante
Volte il suo vide tornare in Abido;
Né più ad Arianna, che nel lido
Lassata fu da quel che poco innante
Scampato avea da morte, et trionfante
Seco sen gì lassando il proprio nido;
Che a me la tua sì subita partenza,
Donna mia cara: onde il mio afflitto core,
Seguendo te, di sé m'ha fatto senza;
Perché onestà non consente ad amore,
Che come il cor, così la mia presenza
Fosse con te per trarmi di dolore.