Perch'io pur pianga ognor con più dolcezza,
Né mai senza sospir passi mia vita,
Di nuovo Amor mi ha fatto una ferita
Di suo stral d'oro, et pien d'altra vaghezza.
Et la mia mente a contemplar s'avezza
Un'Angela dal Ciel scesa et partita
A darmi pace, ché, senz'ella, aita
Ed ogni ben mondano odia et disprezza.
In lei spero et mi specchio, et ciascun pio
Suo atto amante io noto, e il dolce sguardo,
Che fa di marmo chi gli s'affigura.
Et perché indegno mi sento, et non tardo
A tanta impresa, io vò con ferma cura
Per ben far meritar quel che disio.