Ben fo neffando, infausto et male decto
El dì primo ch'al mondo gli occhi apersi,
Poy che, nascendo, di rei casi adversi
Esser dovea preservato ricepto.
Ben fo infelice il ventre, che, constrecto
A·ppartorir un tal mostro, soffersi
Organiçarlo pria, se ad sì diversi
Affanni, ire et sdegni era subgepto.
Ma più infelice l'alma, che in quell'ora
Sì stratiabil corpo et inpudico
Per suo proprio destin prender convenne.
Et se esser mixer debbo et pur mendico,
La terra e i ciel perisca, et chi l'adora,
Et chi m'ascolta, si non presta uno amenne.