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1390–1449

CLVIII

Giusto de' Conti

Non so se Laura, che il divin Poeta Sospirando in bei carmi chiuse et strinse, Fu vera donna, o lauro et donna il finse, Ch'altri de suo desi' avesse più pieta.

Questa vegg'io ch'è donna; amor nol vieta, Ché al primier guardo in mio cor la dipinse In guisa, che da poi mai non si stinse; Sì fu sua vista allor dolce et quieta.

Né maraviglia s'egli fu fervente In esaltarla in beltà e in maniera; Ché 'l più del tempo si mostrò benegna. Maraviglia è di me, che quest'altera

Ascoltar non mi vuole, anzi mi sdegna, Et io sempre le son più obbidiente.

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