Ben che Laura sovente mi sospinga
A rimirar la beltà, ch'io vorrei,
Per più mia pace et più fama di lei,
Stesse non sì rinchiusa o sì solinga;
Et ben che Amor, che allora mi lusinga
Forse per acquetare i sospir miei,
Me la mostri, et con cenni or dolci, or rei
Di color mille il mio volto dipinga;
L'alma con tutto questo non si pente,
Anzi s'infiamma, ed ognor più disia
Parlar seco il mio stato altrui nascoso.
Et fissa poi rimanmi nella mente
L'immagin sempre; e 'l suo viso ov'io sia
Parmi più bello, et ver me più pietoso.