Mille vaghi pensier, mille disii,
Che mi van per la mente notti et giorni,
Mi dicono: or che fai? che non ritorni
Al giogo usato, ai sospir dolci et prii?
Amor, ch'è presso me, par che s'invii
Verso un viso leggiadro, et che l'adorni,
Non già di beffe, di sdegni et di scorni,
Ma di beltà, et vezosi atti et pii.
Poscia le trecce inanellate et bionde
All'aura spiega con le sue man sante,
Facendo lampeggiare il viso et gli occhi.
Ivi coll'arco teso si nasconde,
Et drizza in me lo stral con un sembiante
Tal, che mi par sentir che al core scocchi.