Solea per rifrigerio de miei guai
Vegliar le notti, et disiar l'aurora;
Ma già conosco lasso che quell'ora
Mi è più noiosa, che la sera assai.
Et più spietato Apollo perché sai
Come la notte, al dipartir mi accora,
Più tosto il giorno ne rimeni allora,
Perché da pianger non mi manchi mai.
Tu ne rimeni quel, che mi disface;
E il sol della mia vita a me s'asconde
Al tuo apparire, ond'io rimango cieco.
Misero me, che tanto ho qualche pace
Quanto la notte il dì cela fra l'onde,
Et la mia Donna sola stassi meco.