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1390–1449

CI

Giusto de' Conti

Solea per rifrigerio de miei guai Vegliar le notti, et disiar l'aurora; Ma già conosco lasso che quell'ora Mi è più noiosa, che la sera assai.

Et più spietato Apollo perché sai Come la notte, al dipartir mi accora, Più tosto il giorno ne rimeni allora, Perché da pianger non mi manchi mai.

Tu ne rimeni quel, che mi disface; E il sol della mia vita a me s'asconde Al tuo apparire, ond'io rimango cieco. Misero me, che tanto ho qualche pace

Quanto la notte il dì cela fra l'onde, Et la mia Donna sola stassi meco.

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