Messere Filippo, e' par che ne i tuoi detti
Tu dubiti, se amor, ne l'ore estreme
Ha forza negli amanti, come insieme
Mancassen con la vita nostri affetti.
Se questo fusse, a che nostri intelletti,
Virtù seguendo, al cielo alzan sue speme?
A che l'antiche colpe l'uom pur geme
Per mille van speranze, et van sospetti?
Io dico, che, congiunti al sommo Amore,
Amar l'un l'altro poi non sol ne lice
Anzi è necessità, che a quel n'accende:
Che l'alma, sciolta dall'umano errore,
Tanto più sente, quanto è più felice;
Et tanto ha più d'amor, quanto più intende.