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1390–1449

CCVIII

Giusto de' Conti

ol mio signor libero e sioltto lazi amorosi e dà suo forza vido e secur per cuanto i critti ai pensier mi naque o voglia o brama,

amor anzi fugir per boschi l ragi suo qual m'an pur preso. ncava al di quando fui preso a noturna stanzia sioltto

altro giorno forza sol vidi il qual veder non critti glorioso ho zieca brama pra te che fazea luze a boschi.

mi pur aver amor ne boschi rato onde altrui male mai non criti sta cussi chi altro voler brama semi amor con una usata forza

il qual già avea ligato e preso aure crine a l'aura dolzie sioltto stra felize, ho cor mio sioltto, fui ligato non già in meso i boschi

dove roze e fior radize han preso siede Madona e spera e brama. Onor per far in tela ogni suo forza d'oro e di setta quel che io non critti.

Vagabondo lo giorno sempre critti securo andar, perché tal sol m'ha preso, che l'altro fugie lui nei foltti boschi. La notte poi, d'ogn'altro pensier sioltto,

pensando scazio il sono e prendo forza quasi, amore e gl'ochi piangne e brama. Vivo cusì e dubito mia vita aprir a lei, però che in tuti i boschi,

salvo in costei, piatà trovar mi critti. Tropo non già starò, perch'io già preso altro camin, e spero d'esser sioltto da ogni altro amor e da ogni viva forza.

Brama già di veder mi guida e sforza Né vorei sioltto quel che mai non critti, e amor nei boschi e io non n'eser preso.

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