Le rime nude, che noi fanno indegni
Di posseder quest'angelico viso
Mandato per destin dal paradiso,
Per più adornar d'amore i nostri regni,
Rendano oramai posa agli occhi pregni,
Et al mio petto stanco, ch'è diviso
Dal soave parlare et dolce riso,
Dal bel costume et dagli atti benegni;
Et cerchino a stil rozzo altra matera;
Che a costei, di cui pur non sanno il nome,
Credendola onorar, fanno vergogna.
Le sue virtù, la beltà, la maniera
Son d'altri assai più degni omeri some,
Et da cetra d'Orfeo, non da sampogna.