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1390–1449

CC

Giusto de' Conti

Qual chi mai cose insolite et stupende Sospeso guarda et poi si maraviglia, Et spia, cerca, dimanda, et s'assottiglia, Finché del suo disio parte comprende,

Questo m'avviene ognora che si stende Mia vista in l'ombra delle vaghe ciglia, Onde il cor di lassarmi si consiglia, Et verso loro il cammin ratto prende.

Poi si ritien, perché non è ancor fido Di là benignamente essere accolto Ché vede usarsi al mondo di nuov'arte. Così dubbio di sé, legato, et sciolto

Torna pien di vergogna al primo nido, Dove non sta volentier, né si parte.

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