Qual chi mai cose insolite et stupende
Sospeso guarda et poi si maraviglia,
Et spia, cerca, dimanda, et s'assottiglia,
Finché del suo disio parte comprende,
Questo m'avviene ognora che si stende
Mia vista in l'ombra delle vaghe ciglia,
Onde il cor di lassarmi si consiglia,
Et verso loro il cammin ratto prende.
Poi si ritien, perché non è ancor fido
Di là benignamente essere accolto
Ché vede usarsi al mondo di nuov'arte.
Così dubbio di sé, legato, et sciolto
Torna pien di vergogna al primo nido,
Dove non sta volentier, né si parte.