O del vetro più chiaro, ameno fonte
degno di dolce vin, cinto di fiori,
domane avrai un caprettin, cui fuori
spuntan le prime corna in su la fronte.
Indarno ei mostra le sue voglie pronte
ora a l'aspre tenzoni, or agli amori,
poichè avverrà che i gelidi liquori
del suo sangue vermiglio esso t'impronte.
Te l'ore atroci dell'ardente Cane
non san toccar; tu doni a' tauri, lassi
d'arare, amabil fresco, e al vago armento.
Però tra l'altre andrai chiare fontane;
ch'io l'elce canterò ch'ombreggia i sassi
cavi, onde scorre il tuo loquace argento.