Poi che tu riedi a vagheggiar dell'etra
Inclita Saffo ancor gli almi splendori,
E così dolce ancor fiedi la cetra
Ove gli antiqui tuoi spiran calori:
Se la immagin crudel te non arretra,
Dinne tu stessa i disperati amori
Onde nel mar da la Leucadia pietra
Cadesti, odiando i già sì grati allori.
Ché se i duri tuoi casi uditi altronde
Fan che tu sei tanto lodata e pianta,
Che fia l'udirli dal tuo sacro ingegno?
Ma già l'estro la invade. Ampia diffonde
Fiamma da gli occhi; e di piacer dà segno.
Ecco: l'inclita Saffo ecco già canta.