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1729–1799

XXXIV.

Giuseppe Parini

Ben ti conosco al venerando aspetto A i tratti egregi onde sorprendi e bei, Augusta madre mia che fosti e sei Somma del mio pensier gloria e diletto.

Ma dove i baci, ove il soave al petto Stringermi e il suon dell'alma voce e i bei Detti e i consigli che guidàro i miei Primi sensi e desiri al vero e al retto?

Ove il continuo folgorar potente De' grandi esempi che rendean sì presto L'animo a gir sull'orma tua lucente? Ah vaneggiai! Subitamente desto

Dall'arte il cor fe' lusingar la mente. Madre sei lungi: e un falso marmo è questo.

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