Ben ti conosco al venerando aspetto
A i tratti egregi onde sorprendi e bei,
Augusta madre mia che fosti e sei
Somma del mio pensier gloria e diletto.
Ma dove i baci, ove il soave al petto
Stringermi e il suon dell'alma voce e i bei
Detti e i consigli che guidàro i miei
Primi sensi e desiri al vero e al retto?
Ove il continuo folgorar potente
De' grandi esempi che rendean sì presto
L'animo a gir sull'orma tua lucente?
Ah vaneggiai! Subitamente desto
Dall'arte il cor fe' lusingar la mente.
Madre sei lungi: e un falso marmo è questo.