Grato scarpel su questo marmo incidi
Il fausto dì quando a' miei Lari apparse
Colei che Diva de gli Adriaci lidi
Chiara fama di sé nel mondo sparse.
Scrivi qual di virtù di grazie io vidi
D'ingegno di saper luce spiegarse;
E quanta in me di puri sensi e fidi
Subita fiamma inestinguibil'arse.
Scrivi che, se da gli occhi miei fu pronta
Gli alti pregi a rapir, pur mi consola
Dolce speranza che al partir mi diede.
Ma, se poi le promesse il vento invola
D'Adria pel mar, taci i miei danni; e l'onta
Non eternar de la mancata fede.