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1729–1799

XXXIII.

Giuseppe Parini

Grato scarpel su questo marmo incidi Il fausto dì quando a' miei Lari apparse Colei che Diva de gli Adriaci lidi Chiara fama di sé nel mondo sparse.

Scrivi qual di virtù di grazie io vidi D'ingegno di saper luce spiegarse; E quanta in me di puri sensi e fidi Subita fiamma inestinguibil'arse.

Scrivi che, se da gli occhi miei fu pronta Gli alti pregi a rapir, pur mi consola Dolce speranza che al partir mi diede. Ma, se poi le promesse il vento invola

D'Adria pel mar, taci i miei danni; e l'onta Non eternar de la mancata fede.

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