Io di Lidia il gran Re non mi rammento,
ma, spregiator di ricche gemme e d'ori,
della mia sorte umìl vivo contento,
e non invidio a' Re gli ampi tesori.
Sol concesso a me sia la guancia e 'l mento
cosparger d'odoriferi liquori,
ed allo specchio d'un buon fonte intento
cinger il crin di porporini fiori.
L'oggi m'importa, e l'avvenir non curo:
perciò questi miei dì labili, o tu
Bacco, fien tuoi; ch'a te bevendo il giuro,
prima ch'un qualche mal mi dica: — Orsù,
Anacreonte, andiamo al regno scuro;
getta 'l bicchier; non hassi a bever più. —