Deposta un giorno l'orrida facella
e quell'arco crudel che i petti schiaccia,
prese Amore in ispalla una bisaccia
e un pugnitoio in cambio di quadrella:
e posta sotto il giogo una vitella,
o un giovenco che fosse, o due, li caccia
per lo incolto terren con una faccia
d'un villan che si stizza ed arrovella.
Quasi 'l bellico a' Numi si sconficca
d'Amor ridendo, che l'aratro muove
e la semenza per le zolle ficca;
quand'e', rivolto al ciel grida: — Ser Giove,
o fa di messe questa terra ricca,
o ch'io di nuovo ti converto in bove. —