Volgi un momento sol, volgi un momento
Clori divina sul mio stato acerbo
L'onnipotente tuo occhio superbo,
E calma in parte il mio crudel tormento:
E vedrai tosto, a quel girar, lo spento
Estro avvivarsi; e quel che in mente io serbo
Foco menar gran vampa; e acquistar nerbo
L'ingegno per la doglia stanco e lento;
E qual torrente giù precipitarmi
Dal labbro i versi; e al mio piè l'Astio nero
Prosternarsi; e la Gloria incoronarmi;
E la Terra devota al Tempio altero
Offerir del tuo Nume e bronzi e marmi,
Dicendo: a te che ravvivasti Omero.