Tanta già di coturni, altero ingegno,
Sovra l'Italo Pindo orma tu stampi,
Che andrai, se te non vince o lode o sdegno,
Lungi dell'arte a spaziar fra i campi.
Come dal cupo ove gli affetti han regno
Trai del vero e del grande accesi lampi:
E le poste a' tuoi colpi anime segno
Pien d'inusato ardir scuoti ed avvampi!
Per che dell'estro a i generosi passi
Fan ceppo i carmi? E dove il pensier tuona
Non risponde la voce amica e franca?
Osa contendi; e di tua man vedrassi
Cinger l'Italia omai quella corona
Che al suo crin gloríoso unica manca.