Già s'odon per lo cielo alti rimbombi
dei fulmini sonanti, e vanno preste
l'oscure nubi a radunar tempeste.
Volgete, amiche, pur volgete i rombi.
Tu dispògliati, o Nisa, infino ai lombi,
siccome i' faccio ancor, d'ogni tua veste:
e mentre i' parlo alle ner'ombre e meste,
volgete, amiche, pur volgete i rombi.
Ecco, cercan ricovro che gli scampi
greggi e pastor sotto le querce antiche,
e paventan le ninfe i tuoni e i lampi.
L'uve di Tirsi e di Damon le spiche
son pèste e tronche per le vigne e i campi.
Fermate pur, fermate i rombi, amiche.