Ecco del mondo e meraviglia e gioco
Farmi grande in un punto e lieve io sento;
E col fumo nel grembo e al piede il foco
Salgo per l'aria e mi confido al vento.
E mentre aprir novo cammino io tento
All'uom cui l'onda e cui la terra è poco,
Fra i ciechi moti e l'ancor dubbio evento
Alto gridando la Natura invoco:
O madre de le cose! Arbitrio prenda
L'uomo per me di questo aereo regno,
Se ciò fia mai che più beato il renda.
Ma se nocer poi dee, l'audace ingegno
Perda l'opra e i consigli; e fa ch'io splenda
Sol di stolta impotenza eterno segno.