Skip to content
1729–1799

XXVII.

Giuseppe Parini

Ecco del mondo e meraviglia e gioco Farmi grande in un punto e lieve io sento; E col fumo nel grembo e al piede il foco Salgo per l'aria e mi confido al vento.

E mentre aprir novo cammino io tento All'uom cui l'onda e cui la terra è poco, Fra i ciechi moti e l'ancor dubbio evento Alto gridando la Natura invoco:

O madre de le cose! Arbitrio prenda L'uomo per me di questo aereo regno, Se ciò fia mai che più beato il renda. Ma se nocer poi dee, l'audace ingegno

Perda l'opra e i consigli; e fa ch'io splenda Sol di stolta impotenza eterno segno.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
XXVII. · Giuseppe Parini · Poetry Cove