Quell'io che già con lungo amaro carme
Amor derisi, e il suo regno potente;
E tutta osai chiamar l'Itala gente
Col mio riso maligno ad ascoltarme;
Or sento anch'io sotto a le indomit'arme
Tra la folla del popolo imminente
Dietro a le rote del gran carro lente
Dall'offeso tiranno strascinarme.
Ognun per osservar l'infame multa
Preme urta e grida al suo propinquo: è quei;
E il beffator comun beffa ed insulta.
Io scornato abbassando gli occhi rei
Seguo il mio fato; e il fier nemico esulta.
Imparate a deridere gli Dei.