Da questo cerchio, che sul lito io segno
colla verga tremenda, e in cui ti metto,
non partirti, o Damone, e tieni in petto
le sillabe possenti ch'io t'insegno.
Ecco son già presenti, a un picciol segno
della mia man, Tesifone ed Aletto,
e d'Ecate triforme il vario aspetto,
e gli altri numi dello stigio regno.
Ecco io gl'invoco: — O degli oscuri e bui
fiumi d'Averno abitatrice schiera,
Damone ascolta, o me in vece di lui.
Fa, per la forza della mia preghiera,
che la donna, ch'un tempo amò costui,
a poco a poco si distrugga e pèra.