Più non invidio chi vedralla ignuda?
Ah come? Ohimé! se immaginando ancora
Quella sera fatale o quell'aurora
Trema quest'alma sbigottita e suda?
Come soffrir che al mio rival si schiuda
Ciò che velato ancor m'arde e innamora?
Come soffrir che a mille baci allora
Quel bel labbro ch'è mio s'apra e si chiuda?
E ch'altri faccia al bel corpo catena
De le sue braccia; e spiri altri quel fiato;
E ch'altri, oh Dio! che il suo fedele amante...
Togli togli da me l'orrida scena
Scaldata fantasia; o disperato
Col morir preverrò sì atroce istante.