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1729–1799

XXII.

Giuseppe Parini

L'arbor fatale che di rami annosi Tanta parte del ciel coperta avea; L'arbor che impuro asil d'augei schifosi Atra e mortal d'intorno ombra spandea;

L'arbor che pregne di veleni ascosi Ma lusinghiere poma altrui porgea; L'arbor sotto del qual lieti riposi Prender sicura l'Empietà solea,

Pur cadde al fin! Dell'aspra doglia insano Il Re d'Averno con immonde trame Tentò impedir la sua rovina in vano. Bello il veder con pronte accese brame

L'alme Virtudi e il gran Pastor Romano I lor colpi alternar sul tronco infame.

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