L'arbor fatale che di rami annosi
Tanta parte del ciel coperta avea;
L'arbor che impuro asil d'augei schifosi
Atra e mortal d'intorno ombra spandea;
L'arbor che pregne di veleni ascosi
Ma lusinghiere poma altrui porgea;
L'arbor sotto del qual lieti riposi
Prender sicura l'Empietà solea,
Pur cadde al fin! Dell'aspra doglia insano
Il Re d'Averno con immonde trame
Tentò impedir la sua rovina in vano.
Bello il veder con pronte accese brame
L'alme Virtudi e il gran Pastor Romano
I lor colpi alternar sul tronco infame.