I' muoio alfine; alfine, o cruda Eumolpi,
su quest'umide reti entro a la barca
giacer mi vedi, e te non fia ch'io incolpi,
che d'un freddo sospir mi se' ancor parca.
Non temer più del mio tridente i colpi,
squamoso gregge; alfin colui sen varca
ad altro lito, che di tenie e polpi
ogni nassa traea dall'onde carca.
Toglietevi, o compagni, or le mie canne
(ah mille volte le lor cime a voi
veder curve sia dato!) e le mie reti.
Questo legnetto sol meco verranne,
per varcare, atra Stige, i gorghi tuoi,
quando Caronte a un sì infelice il vieti.