Accendi il foco, Elpin, mentr'io mi bendo
de le candide fasce il crine e 'l petto;
e non temer del mio cangiato aspetto,
or che 'l magico Nume in sen comprendo.
Ecco la mano alla sacr'ara io stendo,
e 'l vergin zolfo in su la fiamma getto,
e tre grani d'incenso indi vi metto,
il suono alzando de' miei versi orrendo.
Già dall'acceso altar par che si sciolga
il fumo inverso il ciel salendo, e parmi
che 'l ciel commosso le mie preci accolga.
Or quella fiera, che non vuol mirarmi
per continuo pregare, a me si volga
almen per forza de' possenti carmi.