Quella pianta gentil, ch'avea battuta
con le folgori Giove in sul terreno,
così rapidamente era cresciuta
ch'i' n'avea colmo di dolcezza il seno.
Ma 'l mio compagno agricoltor veduta
non prima l'ebbe che, d'invidia pieno,
sentì pungersi il cor d'aspra feruta,
sol volendo indiviso arbor sì ameno.
Con ascosa pertanto ignobil arte
i be' frutti m'invola, e pien di duolo
me 'l tronco ad adorar lascia in disparte.
Torna, o Giove, a cacciar l'arbore al suolo;
chè, chi niun vuol de' suoi piaceri a parte,
ben non merta costui di goder solo.