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1729–1799

XVI.

Giuseppe Parini

Qual fra quest'erme inculte orride rupi Che han di nevi e di ghiaccio eterno manto, Echeggiando per entro a gli antri cupi S'ode accostar melodìoso pianto?

Ah! ti conosco al volto al plettro al canto, Giovin di Tracia che il bel core occupi Sol di tua doglia, e d'ammansare hai vanto Gli uomini atroci e gli stess'orsi e i lupi.

Deh un momento ti arresta; e il caro oggetto Come perdesti, e gl'infortunj tuoi Canta; e ne inonda di pietade il petto. Quì Baccanti non son; ma Ninfe a cui

L'alma è gentile: e più d'ogni altro affetto È dolce il palpitare a i casi altrui.

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