Gira l'alta Donzella, e in mille modi
tesse i teneri balli, e, più ch'ai vasti
musici cori, attende alle sue lodi,
onde avvien che ad ogn'altra ella sovrasti.
E in tanto il re, preso ai soavi modi
cui non è sì gran core il qual contrasti,
dice: — Chiedi a me quel di che più godi,
benchè mezzo il mio regno anco non basti. —
Ella: — Se tanto di tua grazia abbondo,
dammi, — disse, — Giovanni. — E tosto un riso
fe' sul volto apparir vago e giocondo.
Già non rise il Signor, dal duol conquiso;
pur: — Si faccia, — rispose. Ahi mondo, ahi mondo,
quanta legge t'impone un dolce viso!