Oimè che turbine rivoltuoso
di cure asprissime mi turba il sen!
Porgimi, o Fillide, di vin spumoso
un orcio o un ciotolo, ma che sia pien.
Quest'è 'l dolcissimo caro e gioioso
al cor dei miseri contravelen:
per questo a ridere torna giocoso
l'imbriachissimo vecchio Silen.
Chi fu che 'l barbaro fiero dolor
frenò dell'esule vergine a Nasso,
se non quest'unico dolce liquor?
Chi fia che reggaci sul fianco lasso,
fugando il gelido senile orror,
presso a quell'ultimo dolente passo?