Rapì de' versi miei picciol libretto
Amor non sazio mai di furti e prede;
E me schernendo a seguitarlo inetto
Fuggissi a volo; e a Citerea lo diede.
E disse: o Madre a te sia il dono accetto,
Ben che non molta in questi carmi ho fede:
Se non mentisce del cantor l'aspetto
E l'usurpata chioma e il debil piede.
E tu ben sai che la tua bella face
Tardo inspirò di poesia furore
Di Teo sol tanto al vecchiarel vivace.
Rise la Dea: di vago almo colore
Si tinse; e replicò: tutto a me piace
Quel che mi vien da le tue mani Amore.