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1729–1799

XIX

Giuseppe Parini

Sì vaga pianta e sì gentil avea con mie lunghe fatiche a tal ridutta, che le sue fronde invidiar parea ogni arboscello, anzi la selva tutta;

nè più di borea o d'aquilon temea contra i be' rami suoi l'orrida lutta; ma lieto alla sua dolce ombra sedea, pur cogliendone alfin le prime frutta:

quando Giove improvviso ecco disserra fulmine, che col colpo i rami adorni in uno e me con lo spavento atterra. Or giace il parto di sì lunghi giorni;

ed io stommi guardando in su la terra ch'alcun germoglio a pullular ritorni.

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