Io vidi il tempo che lo sguardo acuto
Su le ruine sue lento pascea,
E schierati al suo piè quasi a tributo
I dì famosi annoverar godea.
Poi questo giorno e quel maligno e muto
D'una negra caligine tingea;
Onde questo e quel dì misto e perduto
Nel silenzio de' secoli scendea.
Venne quel giorno al fin che tu sereno
Festi, Augusta, nascendo, e al vecchio Dio
Gli occhi ferì d'insolito baleno.
Si scosse allora, e al suo ministro Obblìo:
Scostati, disse, che de gli anni in seno
Questo sol giorno rispettar degg'io.