Sien lodi al ciel, che nell'età senile
udir mi fa per queste piagge amene
uno sì tenero canto e sì gentile!
O quai candidi cigni, o quai sirene
s'ascoltâro ne' fiumi oppur nel mare
cantar tai versi con sì dolci vene?
Dovresti pur le glauche luci alzare,
o Nereo, padre delle limpid'onde,
e ben superbo di tai carmi andare.
Deh chi mi presta un'onorata fronde
ond'io cinga le chiome ai pescatori
in cui tal spirto il santo Apollo infonde?
Felici voi, che i vostri lieti amori
vedransi scritti per gli scogli, e d'alga
orneragli ogni ninfa, e di bei fiori!
E i pescator mirando a quanto salga
anche in povero lito il canto e i versi:
— Qui scrisse Alceo, — diranno, — e qui Nilalga. —