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1729–1799

XCIV

Giuseppe Parini

Combattete ambidue sì alteri e forti nella lotta gentil, ch'io non saprei qual sopra l'altro il maggior pregio porti. Ma perchè senza premio andar non dèi,

Alceo si tenga il destinato vaso; chè tu n'avrai, Nilalga, uno de' miei. Nè ti pensar che 'l minor don rimaso, o pescator, ti sia; perchè vedrai

che forse ancor hai migliorato il caso. Un picciol nappo di corallo avrai che viene infin dall'indica marina, se 'l ver mi disse quegli onde 'l comprai.

Questo l'ebbe già in don la mia Lucrina, e mi ricordo ancor, bench'ei sia molto ch'io gliel diedi sul lito una mattina. Scorger ben puoi che per man dotta è scolto,

poichè tant'opra e tanto studio vedi in sì piccolo spazio essere accolto. Qui sta intagliato un pescator che in piedi d'un alto scoglio i bei guizzanti armenti

colla canna e coll'amo avvien che predi. Son tre fanciulli appresso a lui ridenti che la preda raccolgono sul lito, e poi stanno a scherzare seco intenti.

Ed eccon'un, che intrepido ed ardito un suo compagno stringe pe' capelli: perocchè innanzi un pesce gli ha rapito. Qui poscia i piedi candidetti e belli

si stan lavando quattro giovinette, all'ombra d'una schiera d'arboscelli. Sono sedute sulle molli erbette, e colla gonna oltre il ginocchio alzata,

mostran le gambe alabastrine e schiette. Intanto di Tritoni una brigata del mal cauto drappello ed inesperto si sta ridendo dopo un sasso, e guata.

Or questo vaso, da maestro esperto sì ben scolpito, o pescator, ti dono; se non egual delle due voci al merto, almen egual del tuo compagno al dono.

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