O Povertà che dal natio soggiorno
Fai le dolenti turbe errar lontane,
E per somma dell'uomo ingiuria e scorno
Le costringi affamate a cercar pane;
Quante volte al MÌAN farai ritorno
Non udrai chiuder porta o latrar cane,
Sien pur le vesti che tu hai d'intorno
E le parole tue diverse e strane:
Ma con pronto soccorso a le tue brame
Egli offrirà la sua povera mensa,
E vorrà parte aver ne la tua fame:
Però che tutti con affetto eguale
Sa gli uomini abbracciar quell'alma immensa;
E fa suo cittadino ogni mortale.