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1729–1799

PIRAMO E TISBE

Giuseppe Parini

Ahi qual fiero spettacolo Vegg'io, che il cor mi fiede, Sotto a la luna pallida, Là di quel gelso al piede?

Una donzella e un giovane In loro età più acerba, Ecco trafitti giacciono Insanguinando l'erba.

Oh dio, che orror! La misera Sembra morir pur ora; E il crudo acciar nel tiepido Seno sta immerso ancora.

L'altro comincia a spargere Già le membra di gelo; E ne la mano languida Tien lacerato un velo.

Ahi per gelosa furia Un tanto error commise Il dispietato giovane... Ma chi lui stesso uccise?

Intendo. Aperse un invido Rivale i bianchi petti, O un parente implacabile Ai furtivi diletti.

Indi fuggendo, il barbaro Ferro lasciò confitto, Che testimon del perfido Esser potea delitto.

Ma tu sorridi? Ingannomi Forse nel mio pensiero? Tu dal crudel mi libera Dubbio; e mi spiega il vero.

A te diè di conoscere Le cose Apollo il vanto; E dilettarne gli uomini Col divino tuo canto.

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PIRAMO E TISBE · Giuseppe Parini · Poetry Cove