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1729–1799

LXXXIII

Giuseppe Parini

O monachine mie, questa fanciulla è una fanciulla tutta bella e buona; bella e diritta della sua persona, che, come a donna, non le manca nulla.

Ella poppava quand'ell'era in culla; poi, per forza di Cerere e Pomona, è venuta una bella pollastrona che finor dette al mondo erba trastulla.

Ella ha poi un cervel non dal suo sesso, chè mai non fece una minchioneria, se a sorte mai non la facesse adesso. Ella è inoltre così divota e pia

ch'ella, sera e mattina, dice spesso il paternostro e l'avemmaria. In fine ella sarìa, se Iddio daralle grazia ch'ella viva,

proprio il caso per la contemplativa; e per la vita attiva, poichè a far berricuocoli e ciambelle non c'è un paio di man come son quelle.

Ei bisogna vedelle; ch'io vi so dir che non varrìa danaio appetto a lei il miglior ciambellaio o berricuocolaio:

e s'ella vale un mezzo mondo a falle, ne val più di millanta a manucalle.

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LXXXIII · Giuseppe Parini · Poetry Cove