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1729–1799

LXX

Giuseppe Parini

Voi avete a saper, buone persone, come il nostro ser Cecco è innamorato, io dico il nostro ser Cecco Ceccone; doh pover'uomo! ch'egli è un peccato.

Egli è venuto maghero e spolpato, che gli traluce il fegato e 'l polmone, e se gli vede andar per ogni lato tututto il budellame a processione.

E caccia fuor quegli occhi, e fa una cera ch'e' per ch'egli abbia visto Satanasso e l'orco e la beffana e la Versiera; e va gridando in istrada: — Oimè lasso! —

come fece il Petrarca quella sera o mattina, ch'e' fu tratto in conquasso: però che, giunto al passo u' quel furbo d'Amor tendeva il laccio,

fu preso come un merlo, il cristianaccio! Io dico: — Avaccio avaccio, noi vedremo ser Cecco ad ammalare e non poter nè bere nè mangiare,

e le calze tirare; però che Amor gli ha fatto una ferita ch'è larga almeno quattro o cinque dita! Onde d'aver più vita

non ci sperare più, ser Cecco mio, se non per un miracolo di Dio. —

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