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1729–1799

LXVIII

Giuseppe Parini

Ti sono schiavo, ti son servitore Cecco, che se' 'l mio bene solo solo. Deh lascial ir quel ragazzo d'Amore ch'egli è una forca, ch'egli è un mariuolo.

I' te lo dico, ve', proprio col core: tu vai pel bucolin dell'acquaiolo; e, alle guagnele, ch'i' ho un gran timore che tu non tiri alfine anche l'aiuolo.

Uh tristo me, se steso in sul cassone, belle e tirate ahi poverin! le cuoia, avessi un dì a veder il mio Ceccone; e scritto sopra per maggior mia noia:

“Qui giace un tale che morì poltrone, come i gatti per fregola e per foia”.

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