O anima bizzarra del Burchiello,
che componesti tante belle cose,
sicchè s'odono ancora in versi e in prose
l'eccelse lodi del tuo gran cervello,
deh! volgi da quel seggio aurato e bello,
ove siedi coll'altre alme famose,
volgi, dico, le due luci amorose
a questo nostro poeta novello.
Guatalo bene; e quando che la zanna
della Morte il rapisce al vulgo ignaro,
gli darai la man ritta in sulla scranna.
O per mostrare a certe genti strambe
quanto lo stimi e quanto l'abbi caro,
ti starà bene in mezzo delle gambe.