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1729–1799

LXI

Giuseppe Parini

Nencia, ti mando questo mio sonetto, per narrarti uno strano pensieraccio che m'è venuto d'impiccarmi a un laccio, per amor dell'amore maladetto.

Io te lo dico spiattellato e schietto: se non mi togli fuor da questo impaccio, dentro un calappio la mia testa caccio, e ti fo quel bel gioco netto netto.

Gnaffe tel dico, ve', Nencia, e tu 'l sai: mentre son vivo, non vuoi farmi lieto, e dopo morto tu mi cercherai. Ma s'io tiro alla fin l'ultimo peto,

non varratti il picchiare, oppur potrai picchiarmi allora all'usciolin di dreto.

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