Che val ch'entro a' gemmati aurei palagi,
per le splendide sale uomo s'inoltre,
e, coperto di bisso e d'aurea coltre,
su le morbide piume il corpo adagi?
Che val, ch'ognor fuggendo i rei disagi,
viva contento a regia mensa, ed oltre
ad umano dover non mai si spoltre
dalla gola e dal sonno, empi e malvagi?
Se morte alfin nel più bel corso arresta
ogni dolce piacer, volgendo i passi
l'alma verso Acheronte ignuda e mesta?
Ed ivi a pochi giorni in cener vassi
il cadaver superbo, e non ci resta
che l'onor vano degli scritti sassi?