L'arbor son io, Signor, che tu ponesti
Ne la tua vigna; e a coltivar lo prese
Misericordia i cui pensier fur desti
Sempre a guardarlo da nemiche offese.
Ma il tronco ingrato che sì caro avesti
Frutto finora al suo cultor non rese;
E dell'ampie superbo ombroso vesti
Sol con sterili braccia in alto ascese.
Però tosto che il vide arse di sdegno
Tua Giustizia: e perchè, disse, il terreno
Occupa indarno? Omai si tagli ed arda.
Ma Pietà pose al tuo furor ritegno
Gridando: un anno attendi, un anno al meno.
Arbor che fia se il tuo fruttar più tarda?