Offeso un giorno Amore Da un mal accorto amante Giurò a la madre innante Che avrìa dell'offensore
Dato un esempio eterno; Indi scese all'inferno. Olà monarca immite Del tenebroso Dite,
Se di teneri affetti E d'ignoti diletti Ti fui largo una volta, Oggi tu pur m'ascolta.
Fra le crudeli pene Che la tua chiostra tiene, Qual cagiona più pianti A i delicati amanti?
Qual è che più li coce, E qual è la più atroce? Or quella a me concedi Per punire un mortale.
Amor, ciò che tu chiedi Si faccia nel mio regno, Disse il prence infernale; E con la man die' segno.
Ecco per l'ombre oscure Tosto venir le cure A cruciar destinate L'anime innamorate.
V'è il rigore indiscreto, V'è il capriccio inquieto, Lo sdegno minacciante, Lo scherno umilíante,
La dubbiosa incostanza, L'ansiosa lontananza, Il rifiuto ostinato, Il bando disperato.
Sull'adunata schiera Incerto Amor pendea: E far la barba nera Plutone sorridea;
E così gli dicea: Ben abile tu sei, Domator de gli Dei, A scegliere i piaceri
Più graditi a i viventi; Ma non sai fra i tormenti Conoscere i più fieri. Non vedi, fra i tormenti
Che la mia chiostra tiene, Con tranquilla apparenza La fredda indifferenza? Quella è il maggior cimento
De gli animi costanti; Quella è il peggior tormento De i delicati amanti. Ahimè! l'irato Dio
Prese quel mostro rio; E con mano sdegnata Ad abitar lo pose Ne le luci vezzose
De la fanciulla amata. Lo sventurato amante Sofferto avrìa costante Il rigore indiscreto,
Il capriccio inquieto, Lo sdegno minacciante Lo scherno umilíante, La dubbiosa incostanza,
L'ansiosa lontananza, Il rifiuto ostinato, Il bando disperato; Ma non pote' soffrire
La tranquilla apparenza; E lo fece morire La fredda indifferenza.
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